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Sull’articolazione sacro-iliaca.

Alice Bessolo* – Claude Altieri**

Abbiamo deciso di scrivere questo piccolissimo articolo sull’articolazione sacro-iliaca perché da troppo tempo veniamo a conoscenza di cose incredibili su questa articolazione ed è ora di chiarirne la visione.

In primo luogo, si tratta di disfunzione, non di lesione , sacroiliaca. Fare una differenza tra disfunzioni sacroilica e ilio-sacrale non ha senso. Nel  caso di una disfunzione di ginocchio, è corretto trattare la tibia rispetto al femore o viceversa? La risposta è chiaramente no. Perché sarebbe forse differente  nel caso dell’articolazione pelvica principale? L’importante invece sarà individuare l’origine di questa disfunzione: successione verso l’alto dell’arto inferiore, successione verso il basso della colonna vertebrale o successione biomeccanica viscerale? Un altro aspetto del fare una diagnosi disfunzionale corretta sarà quello di evitare recidive, naturalmente.

Il secondo errore, ancora spesso insegnato in alcune scuole, è quello di far credere all’osteopata o al Terapista Manuale che il nome della disfunzione sia dato da una rotazione della coxa.

Vale a dire che un iliaco anteriore, preferiamo la denominazione « in anteriorità », darebbe una “gamba” necessariamente lunga e un iliaco posteriore o in posteriorità una “gamba” necessariamente corta. Questa è una visione sbagliata.

Nel 1999, in agosto, ci siamo incontrati R. Solère (Biarritz-Francia), A. Rey Lescure (Montreux-Svizzera) ed C. Altieri (Nizza-Francia) al Centro Radiologico Dr. Marco a Narbonne (Francia) per fare una valutazione radiologica dell’articolazione sacroiliaca che, va ricordato, ha un grado di libertà di 2°, quasi invisibile con questo tipo di esame.

Avevamo effettuato un “Downing test” su Arnaud Rey Lescure dopo aver verificato che il test era normale, cioè che non presentava alcuna restrizione e che l’articolazione era completamente libera.

Le foto sono state scattate in “full spine + bacino” e abbiamo notato quanto segue;

  1. Durante il test di accorciamento dell’arto inferiore, quest non era dovuto alla cosiddetta “rotazione posteriore” dell’iliaco, ma ad una flessione laterale lombare a concavità omolaterale sul piano frontale
  2. Nella prova di allungamento dell’arto inferiore, esso non era in una cosiddetta “rotazione anteriore” dell’iliaco, ma in una flessione lombare frontale a convessità omolaterale.
  3. Se durante la prova di allungamento dell’arto inferiore, la flessione laterale lombare veniva impedita tenendo fermo il tronco e fissandolo sotto le ascelle, non era più possibile effettuare lo pseudo allungamento dell’arto inferiore causa la flessione laterale lombare era impossibile da ottenere.

Ecco la spiegazione della differenza di lunghezza al test di Downing.

Questa dimostrazione viene realizzata naturalmente davanti gli allievi ogni volta che facciamo il corso sul bacino .

Nella nostra pratica abbiamo completamente abbandonato questo test, che è molto affidabile se eseguito correttamente, perché non c’è più interesse a sapere come si è verificata la disfunzione dell’articolazione.

Abbiamo ideato un test (il “Claude Test”) che ci informerà comunque sulla qualità della mobilità della sacroiliaca attraverso tre risposte :

– Bloccato (l’origine è osteo-articolare o viscerale)

– Libero

– Fisso (l’origine è viscerale)

L’operatore potrà usare qualsiasi manovra per sbloccare l’articolazione bloccata.

L’interesse di questa visione è duplice in quanto rende la visione delle disfunzioni pelviche molto chiara e comprensibile e ne facilita il ragionamento.

Inoltre :

  • Le disfunzioni iliache sono facili da identificare.
  • Le disfunzioni dell’osso sacro lo sono ancora di più : o sono intorno all’asse di nutazione/contrasto o flessione/estensione (per noi sinonimi) e quindi sono bilaterali sino sono compensative, sacro detto in torsione. Abbiamo rinunciato alla denominazione contorta “dell’asse obliquo”. In questo caso basterà un’azione sull’iliaco per normalizzare e l’importante sarà come sempre capire lo schema disfunzionale di questo disturbo e trattarlo.

* Fisioterapista – Osteopata- Direttore tecnico BFD

** Fisioterapista – Osteopata- Direttore Scientifico, ideatore della BFD

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