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Posturologia e Posturocinetica
C. Altieri. fisioterapista, Osteopata

Nell’ospedale Rangueil di Tolosa, in Francia, è stato condotto, negli anni settanta, un esperimento su un gatto dai professori P. Dupui e R. Montoya : questo gatto ‘’subcorticale’’, privo di corteccia cerebrale , non era più in grado di muoversi su un tapis roulant ma, grazie all’applicazione di tre generatori di ritmo posti a livello subcorticale, C3/C4 e L3/L4, l’animale era in grado di camminare. Questo ha fatto sì che alcuni ipotizzassero che l’uomo non avesse bisogno del suo cervello per camminare.

In Russia nel 1967, N. Bernstein, e in seguito uno dei suoi allievi Y. Belenk’ii, hanno fatto delle pubblicazioni parlando di aggiustamenti posturali che anticipano il movimento. Purtroppo all’epoca la “cortina di ferro” vietava la comunicazione tra scienziati e solo negli anni Novanta queste pubblicazioni vennero messe a conoscenza degli scienziati europei.

Durante l’infanzia e l’adolescenza l’uomo sviluppa e registra modelli sensoriali-motori ai livelli superiori, ma prima del movimento avviene sempre una regolazione posturale automatica per poter garantire una corretta esecuzione, con una stabilizzazione di alcune parti del corpo. Questa regolazione anticipata avviene tra i 90 e i 150 millisecondi prima dell’inizio del movimento. Facciamo un semplice esempio: un soggetto è in piedi e il suo centro di massa (CM) è nel poligono di sostentazione in un punto G. Lo stesso soggetto allarga il braccio. Il CM si sposta in un punto G’ sul lato verso il quale il braccio si è allontanato eppure il soggetto non si inclina di lato, ma rimane dritto. Ciò è dovuto al fatto che l’Anticipatory Postural Adjustment (APA) ha innescato una tensione nei muscoli stabilizzatori sul lato opposto per mantenere questa posizione e per garantire un’area più o meno fissa utile ad assistere il movimento.

L’innesco delle APA e il movimento che segue è descritto come funzionamento bayesiano in riferimento a Thomas Bayes, un matematico inglese famoso per il suo lavoro sulle probabilità (teorema di Bayes), cioè riguardo ad ogni movimento il cervello scommette che il movimento avverrà nel modo registrato. Questo cosiddetto funzionamento “feed-forward” si chiama “Top-down”, in contrapposizione al funzionamento “bottom-up”, come si pensava nella scuola francese di posturologia degli anni Settanta. D’altra parte, questo funzionamento « bottum-up » può essere nuovamente presente se la base su cui avviene il movimento cambia è nuova o non è stabile. Per esempio, in una persona che pattina per la prima volta con una base instabile eseguirà il gesto inevitabilmente in “bottom-up”, fino a quando non ‘’stamperà’’ nuovi schemi di movimento che verranno archiviati nella sua corteccia sensomotoria.

Quando si inizia un movimento e si parla di APA si pensa ai muscoli stabilizzatori profondi, ad esempio dei fasci multifidi che, grazie alle loro unità motorie toniche, stabilizzeranno una o più aree della colonna vertebrale a seconda delle necessità. Tutte queste azioni sono naturalmente coordinate tra loro. D’altra parte, se c’è un ritardo o un anticipo nel “timing” tra l’APA e il movimento, c’è la possibilità di una disfunzione .
Si questa disfunzione diventa iterativa sarà necessario non solo normalizzarla, ma anche riprogrammare il movimento al livello superiore, ristampare un diagramma nell’area motoria.

Si dice: “la vita è movimento”, quindi questo concetto rapprresenta naturalmente una logica inarrestabile. Questo il motivo per cui è quindi meglio occuparsi di posturocinetica che di posturologia. Ma questo sarà oggetto di un altro articolo.

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  1. Posturologia e Posturocinetica
    C. Altieri. fisioterapista, Osteopata

    Nell’ospedale Rangueil di Tolosa, in Francia, è stato condotto, negli anni settanta, un esperimento su un gatto dai professori P. Dupui e R. Montoya : questo gatto ‘’subcorticale’’, privo di corteccia cerebrale , non era più in grado di muoversi su un tapis roulant ma, grazie all’applicazione di tre generatori di ritmo posti a livello subcorticale, C3/C4 e L3/L4, l’animale era in grado di camminare. Questo ha fatto sì che alcuni ipotizzassero che l’uomo non avesse bisogno del suo cervello per camminare.

    In Russia nel 1967, N. Bernstein, e in seguito uno dei suoi allievi Y. Belenk’ii, hanno fatto delle pubblicazioni parlando di aggiustamenti posturali che anticipano il movimento. Purtroppo all’epoca la “cortina di ferro” vietava la comunicazione tra scienziati e solo negli anni Novanta queste pubblicazioni vennero messe a conoscenza degli scienziati europei.

    Durante l’infanzia e l’adolescenza l’uomo sviluppa e registra modelli sensoriali-motori ai livelli superiori, ma prima del movimento avviene sempre una regolazione posturale automatica per poter garantire una corretta esecuzione, con una stabilizzazione di alcune parti del corpo. Questa regolazione anticipata avviene tra i 90 e i 150 millisecondi prima dell’inizio del movimento. Facciamo un semplice esempio: un soggetto è in piedi e il suo centro di massa (CM) è nel poligono di sostentazione in un punto G. Lo stesso soggetto allarga il braccio. Il CM si sposta in un punto G’ sul lato verso il quale il braccio si è allontanato eppure il soggetto non si inclina di lato, ma rimane dritto. Ciò è dovuto al fatto che l’Anticipatory Postural Adjustment (APA) ha innescato una tensione nei muscoli stabilizzatori sul lato opposto per mantenere questa posizione e per garantire un’area più o meno fissa utile ad assistere il movimento.

    L’innesco delle APA e il movimento che segue è descritto come funzionamento bayesiano in riferimento a Thomas Bayes, un matematico inglese famoso per il suo lavoro sulle probabilità (teorema di Bayes), cioè riguardo ad ogni movimento il cervello scommette che il movimento avverrà nel modo registrato. Questo cosiddetto funzionamento “feed-forward” si chiama “Top-down”, in contrapposizione al funzionamento “bottom-up”, come si pensava nella scuola francese di posturologia degli anni Settanta. D’altra parte, questo funzionamento « bottum-up » può essere nuovamente presente se la base su cui avviene il movimento cambia è nuova o non è stabile. Per esempio, in una persona che pattina per la prima volta con una base instabile eseguirà il gesto inevitabilmente in “bottom-up”, fino a quando non ‘’stamperà’’ nuovi schemi di movimento che verranno archiviati nella sua corteccia sensomotoria.

    Quando si inizia un movimento e si parla di APA si pensa ai muscoli stabilizzatori profondi, ad esempio dei fasci multifidi che, grazie alle loro unità motorie toniche, stabilizzeranno una o più aree della colonna vertebrale a seconda delle necessità. Tutte queste azioni sono naturalmente coordinate tra loro. D’altra parte, se c’è un ritardo o un anticipo nel “timing” tra l’APA e il movimento, c’è la possibilità di una disfunzione .
    Si questa disfunzione diventa iterativa sarà necessario non solo normalizzarla, ma anche riprogrammare il movimento al livello superiore, ristampare un diagramma nell’area motoria.

    Si dice: “la vita è movimento”, quindi questo concetto rapprresenta naturalmente una logica inarrestabile. Questo il motivo per cui è quindi meglio occuparsi di posturocinetica che di posturologia. Ma questo sarà oggetto di un altro articolo

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